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So
che vi sentirete ingannati ma questa pagina non spiega come viaggiare nel
tempo (chi di voi fosse REALMENTE interessato al viaggio nel tempo dovrebbe
andare a questo indirizzo: TIME
TRAVEL).
Vi
parlerò piuttosto degli episodi più importanti che mi sono accaduti da
quando avevo otto anni (prima decisione di lasciare la musica) fino a quando
ne ho compiuti diciannove (ultima volta che ho lasciato la musica).
Come
vi ho già detto, la decisione che presi a otto anni in realtà mi aprì
tante nuove strade, e tutte nell'ambito della musica. Una di queste
implicava lo studio di un nuovo strumento. A nove anni, infatti, incominciai
a studiare il Flicorno Soprano presso la scuola di musica della banda
musicale di Quartu S.Elena (CA).
Feci
progressi soprattutto grazie alla pazienza del Maestro Umberto Musio. Il
fatto è che prima o poi chiunque finisce la pazienza e diventa diseducativo
continuare a frequentare le lezioni di chi pazienza non ne ha più. Tutto
quello che mi ricordo è che divenni primo flicorno soprano nella formazione
stabile di quel periodo. Mollai a dodici anni.
Non
mi guardai molto indietro, dato che ero arrivato al punto di odiare
letteralmente il flicorno, il Maestro Musio e tutti quelli che continuavano
a ripetermi: è un peccato che tu abbia lasciato la musica ... eri
così portato! (come avrete modo di constatare, questa frase sarà il
tormentone di tutta la mia carriera musicale fino ad oggi).
Una
cosa che posso dire riguardo a questi episodi è che in realtà non ho mai
dato troppo peso a tutto ciò nonostante la tenera età (è difficile che un
bambino di dodici anni abbia le difese necessarie per affrontare queste
cose).
Se
avete dei figli che studiano musica e volete un consiglio, NON FATE MAI
PESARE AD UN BAMBINO LE SUE SCELTE. Lasciategli tutte le opportunità
che vi potete permettere e ricordate che anche SMETTERE DI SUONARE E'
UN'OPPORTUNITA'.
Non
fraintendete, questo non vuol dire che dovete far fare a vostro figlio o a
vostra figlia tutto quello che vuole senza controllo; quello che vi ho
detto, per quanto mi riguarda, vale solo per la musica.
Cosa
successe alla musica che lasciai a dodici anni?
Puntualmente,
tornò a sorprendermi con nuovi orizzonti.
Mi
misi a studiare chitarra classica all'età di quattordici anni. Ero
piuttosto preso ma mi resi conto che non era la chitarra ad entusiasmarmi,
bensì la musica. Non volevo suonare la chitarra per sempre, nonostante mi
divertisse l'idea di suonarla in quel periodo. Vorrei precisare che non ho
mai abbandonato il pianoforte, tutti gli strumenti che ho imparato a suonare
erano una semplice aggiunta e non una sostituzione.
Passai
anche alla chitarra elettrica e mi misi a suonare quello che andava più di
moda tra i chitarristi di quel periodo. Il mio idolo era Steve Vai. Non
riuscivo a credere che con una chitarra elettrica si potesse fare tutta
quella roba. Immaginate la meraviglia che provai quando pure io divenni
capace di suonare così!
Poi
lasciai anche la chitarra.
So
di essere un tipo un po' incostante, lo sono sempre stato, ma tutto questo
mi ha portato ad una visione del mondo, e soprattutto della musica, ben più
ampia di tutti gli insegnanti che ho avuto (tranne qualche eccezione).
Nel
frattempo, i miei progressi pianistici andavano a rilento (più o meno nella
media conservatoristica nazionale). A diciasette anni mi innamorai di una
pianista che mi insegnò a suonare VERAMENTE il pianoforte. Purtroppo la
persi a diciannove anni e smisi di suonare definitivamente (almeno così
credevo). Non mi soffermerò sui particolari toccanti e/o patetici, vi dico
solo che ci fu un periodo buio nella mia vita tra i 19 e i 22 anni in cui la
musica non tornò indietro.
E
poi che cosa è successo?
Passai
due anni della mia vita convivendo con una ragazza che mi amava fino alla
prostata (significa: mi amava molto). Lei faceva la segretaria in una scuola
di inglese. Non so per quale motivo, ad un certo punto litigammo come nel
film "La guerra dei Roses" ma col lieto fine: la chiusura di
quella relazione mi portò a rivalutare la mia carriera musicale (cosa che
trascurai ampiamente quando vivevo con quella lì). Nuova vita, nuovi amori
(meno stabili ma più belli), nuova musica, nuovo Michele Sestu!
In
effetti, per più di quattro anni sparii dalla circolazione, sia per quanto
riguarda la musica, sia nei confronti dei miei più cari amici.
Tutto
quel tempo passato a vivere come un impiegato delle poste (in realtà
lavoravo in un laboratorio di elettronica) mi aveva messo una voglia di fare
musica (nel senso di comporre) che mai avrei raggiunto se fosse andata in un
altro modo. Eh si; è infatti a questo punto che il vostro affezionatissimo
prese una decisione radicale (almeno per le aspettative medie di un popolo
annoiato come quello sardo): LA MIA VITA E' LA MUSICA!
(ringrazio
con tutto il cuore la mia cara amica Lidia Petrulli per avermi aiutato ad
arrivare a questa conclusione - grazie Lidia).
Ma
... state ancora leggendo? Come fate?
Il
viaggio nel tempo è finito, se siete ancora decisi a continuare la
lettura, andate avanti.
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