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CAPITOLO 3

viaggio nel tempo

 

So che vi sentirete ingannati ma questa pagina non spiega come viaggiare nel tempo (chi di voi fosse REALMENTE interessato al viaggio nel tempo dovrebbe andare a questo indirizzo: TIME TRAVEL).

Vi parlerò piuttosto degli episodi più importanti che mi sono accaduti da quando avevo otto anni (prima decisione di lasciare la musica) fino a quando ne ho compiuti diciannove (ultima volta che ho lasciato la musica).

Come vi ho già detto, la decisione che presi a otto anni in realtà mi aprì tante nuove strade, e tutte nell'ambito della musica. Una di queste implicava lo studio di un nuovo strumento. A nove anni, infatti, incominciai a studiare il Flicorno Soprano presso la scuola di musica della banda musicale di Quartu S.Elena (CA).

Feci progressi soprattutto grazie alla pazienza del Maestro Umberto Musio. Il fatto è che prima o poi chiunque finisce la pazienza e diventa diseducativo continuare a frequentare le lezioni di chi pazienza non ne ha più. Tutto quello che mi ricordo è che divenni primo flicorno soprano nella formazione stabile di quel periodo. Mollai a dodici anni.

Non mi guardai molto indietro, dato che ero arrivato al punto di odiare letteralmente il flicorno, il Maestro Musio e tutti quelli che continuavano a ripetermi: è un peccato che tu abbia lasciato la musica ... eri così portato! (come avrete modo di constatare, questa frase sarà il tormentone di tutta la mia carriera musicale fino ad oggi).

Una cosa che posso dire riguardo a questi episodi è che in realtà non ho mai dato troppo peso a tutto ciò nonostante la tenera età (è difficile che un bambino di dodici anni abbia le difese necessarie per affrontare queste cose).

Se avete dei figli che studiano musica e volete un consiglio, NON FATE MAI PESARE AD UN BAMBINO LE SUE SCELTE. Lasciategli tutte le opportunità che vi potete permettere e ricordate che anche SMETTERE DI SUONARE E' UN'OPPORTUNITA'.

Non fraintendete, questo non vuol dire che dovete far fare a vostro figlio o a vostra figlia tutto quello che vuole senza controllo; quello che vi ho detto, per quanto mi riguarda, vale solo per la musica.

Cosa successe alla musica che lasciai a dodici anni?

Puntualmente, tornò a sorprendermi con nuovi orizzonti.

Mi misi a studiare chitarra classica all'età di quattordici anni. Ero piuttosto preso ma mi resi conto che non era la chitarra ad entusiasmarmi, bensì la musica. Non volevo suonare la chitarra per sempre, nonostante mi divertisse l'idea di suonarla in quel periodo. Vorrei precisare che non ho mai abbandonato il pianoforte, tutti gli strumenti che ho imparato a suonare erano una semplice aggiunta e non una sostituzione.

Passai anche alla chitarra elettrica e mi misi a suonare quello che andava più di moda tra i chitarristi di quel periodo. Il mio idolo era Steve Vai. Non riuscivo a credere che con una chitarra elettrica si potesse fare tutta quella roba. Immaginate la meraviglia che provai quando pure io divenni capace di suonare così!

Poi lasciai anche la chitarra.

So di essere un tipo un po' incostante, lo sono sempre stato, ma tutto questo mi ha portato ad una visione del mondo, e soprattutto della musica, ben più ampia di tutti gli insegnanti che ho avuto (tranne qualche eccezione).

Nel frattempo, i miei progressi pianistici andavano a rilento (più o meno nella media conservatoristica nazionale). A diciasette anni mi innamorai di una pianista che mi insegnò a suonare VERAMENTE il pianoforte. Purtroppo la persi a diciannove anni e smisi di suonare definitivamente (almeno così credevo). Non mi soffermerò sui particolari toccanti e/o patetici, vi dico solo che ci fu un periodo buio nella mia vita tra i 19 e i 22 anni in cui la musica non tornò indietro.

E poi che cosa è successo?

Passai due anni della mia vita convivendo con una ragazza che mi amava fino alla prostata (significa: mi amava molto). Lei faceva la segretaria in una scuola di inglese. Non so per quale motivo, ad un certo punto litigammo come nel film "La guerra dei Roses" ma col lieto fine: la chiusura di quella relazione mi portò a rivalutare la mia carriera musicale (cosa che trascurai ampiamente quando vivevo con quella lì). Nuova vita, nuovi amori (meno stabili ma più belli), nuova musica, nuovo Michele Sestu!

In effetti, per più di quattro anni sparii dalla circolazione, sia per quanto riguarda la musica, sia nei confronti dei miei più cari amici.

Tutto quel tempo passato a vivere come un impiegato delle poste (in realtà lavoravo in un laboratorio di elettronica) mi aveva messo una voglia di fare musica (nel senso di comporre) che mai avrei raggiunto se fosse andata in un altro modo. Eh si; è infatti a questo punto che il vostro affezionatissimo prese una decisione radicale (almeno per le aspettative medie di un popolo annoiato come quello sardo): LA MIA VITA E' LA MUSICA!

(ringrazio con tutto il cuore la mia cara amica Lidia Petrulli per avermi aiutato ad arrivare a questa conclusione - grazie Lidia).

Ma ... state ancora leggendo? Come fate?

Il viaggio nel tempo è finito, se siete ancora decisi a continuare la lettura, andate avanti.